Sedici anni – Capitolo 10

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Sedici anni – Capitolo 10″Claudio, quanti soldi hai? ““Qua, conta”, disse tirando fuori un rotolo di banconote dalla tasca, “è tutto quello che ho.”Contai i miei ed i suoi soldi e sorrisi annunciando che eravamo giunti alla nostra meta. Tutto a posto e quella sera avremmo messo in azione il piano di Alessandro .Per tutta la settimana precedente avevamo lottato per trovare un po’ di privacy ma non ci eravamo mai riusciti. Sembrava che i nostri genitori stessero tentando di non permetterci di stare insieme da soli. Il meglio che eravamo riusciti a fare era stata una cosa fatta alla svelta mentre mia mamma era andata a fare la spesa. E dire una cosa alla svelta è già tanto. Non avevamo alcun luogo dove poter stare da soli abbastanza a lunghi per rilassarci e divertirci. Allora ad Alessandro venne un’idea per liberarci dei miei genitori per una notte, e noi decidemmo di coinvolgere Matteo e Claudio. Quei due erano realmente innamorati e stavano soffrendo come noi. Io decisi di aiutarli e dare loro l’opportunità di esplorare il loro amore più profondamente come io sapevo che loro volevano.”OK tutto a posto”, dissi io, “Matteo ed io gli faremo una sorpresa, io ho già fatto la prenotazione, ci ritroviamo qui stasera alle 8. “Matteo e Claudio si sorrisero quando diedi loro parte dei soldi e se ne andarono.”E tu che non credevi che avrebbe funzionato”, disse sarcasticamente Alessandro.“Non ho detto quello…”, protestai, ma non ebbi la possibilità di finire. Alessandro si chinò su di me e coprì la mia bocca con la sua, coprendo le mie parole con un dolce bacio. Io precipitai indietro sul letto lanciando da parte i soldi che si sparsero sul pavimento mentre Alessandro si sdraiava su di me sempre con la lingua nella mia bocca. Io gli circondai il collo con le mie braccia e strinsi a me il suo corpo magro, muovendo le mani tra i suoi capelli ramati. Sapevo che la mamma era in casa, sapevo che non potevamo rischiare di essere sorpresi, ma ero affamato di lui, il suo toccarmi, il suo baciarmi, il suo corpo, qualsiasi cosa potessi avere.”Ragazzi! Vi porto il resto.”Alessandro saltò via da me rotolando sul il pavimento. Il mio cuore si fermò realizzando che qualcuno ci aveva visti e mi sedetti rapidamente sul letto. Matteo era sulla porta ghignando da orecchio ad orecchio ed arrossendo.”Voi ragazzi dovreste cominciare a stare attenti. Già vi ho sorpreso una volta. Siete fortunati che sia stato io e non la mamma”, disse ridendo un po’ ma arrossendo ancora. Anche se nelle due ultime settimane si era aperto, continuava ad essere il mio timido fratellino che si imbarazzava facilmente. Ma ero io che avrei dovuto essere imbarazzato, e se fosse stata mia mamma? Il mio cuore aveva ricominciato a battere ma ero abbattuto. Alessandro si sedette accanto a me silenzioso, respirò profondamente mentre Matteo prendeva le sue scarpe ed andava via gettando uno sguardo al di sopra della spalla e ridendo di nuovo verso di noi.”Che spavento! ” se ne uscì Alessandro.“Anche per me!”, dissi tentando di prendere fiato. “Ma lui ha ragione, ultimamente noi stiamo prendendo troppi rischi. Credo che siamo stati fortunati che non ci abbiano già scoperti. Aspetta un attimo, siamo stati sorpresi… da lui e Cristian.””Vero, e dopo tutto non è la fine del mondo”, disse lui pensierosamente.”Cosa stai dicendo?””Beh, Matteo lo sa, così come Cristian, Claudio ed Alberto, ok? E questo non ha rovinato le nostre vite. Forse non sarebbe una cattiva cosa se lo sapessero tutti”, lui disse guardandomi negli occhi.”Hei bel tipo, vuoi realmente che i nostri genitori sappiano che noi facciamo sesso? ” Chiesi tentando di fare il punto.”Sì, hai ragione”, dissi ridendo.Raccogliemmo i soldi e ce ne andammo a fare le nostre commissioni. Matteo e Claudio erano ancora fuori ad aspettare Claudio per riavere la catena della bicicletta. Matteo sembrava impaziente ma tornò ad arrossire quando Alessandro ed io uscimmo dalla casa.”Hei, io pensavo che avremmo potuto contare su voi due”, dissi per scherzo.”Claudio troppo testardo per camminare e la sua bicicletta non può fare dieci metri senza che gli salti la catena”, spiegò Matteo, come se io fossi stato serio. Io mi piegai vicino a Claudio per aiutarlo con la bicicletta ed osservai un profumo piacevole, morbido. Non capivo se era qualche cosa che aveva addosso o se era lui, ma era piacevole, dovetti fare una pausa per ricordarmi di quello che stavo facendo. Claudio teneva gli occhi sulla bicicletta e non alzò mai gli occhi su di me.”Devi lubrificare questa cosa”, suggerii. “Questa sera ci schizzeremo sopra in gruppo.”Matteo arrossì ancora di più mentre noi ridevamo ma Claudio non si mosse.“Ci sarai questa sera, non è vero? ” Gli chiesi.”Sì, naturalmente, sono determinato ad entrare nei pantaloni di tuo fratello,” disse ghignando. Matteo restò a bocca aperta e gli occhi gli schizzarono fuori della testa.”Cazzone dick! ” disse incredulo “non dovresti dire questa roba a mio fratello.”Si trattava evidentemente di amore fraterno ed i due se ne andarono rapidamente prima che avessimo l’opportunità di imbarazzare ulteriormente Matteo e li guardai pedalare via.“Finiscila di guardare il culo di Claudio,” disse Alessandro dandomi una pacca allegra.”Huh?””Stavo solo scherzando” disse, “Ma so che è dura non guardarlo, Claudio è eccitante e tuo fratello è maledettamente fortunato.”“Noi tutti lo siamo”, dissi io sinceramente mentre salivamo sulle nostre biciclette. Il sole era clemente quel giorno, l’aria era calma, non troppo fresca o calda, quasi come la temperatura della nostra pelle così non ci si faceva caso. Era un bel sollievo rispetto alla solita umidità che solamente l’aria condizionata o un’immersione nel lago poteva guarire. Quel giorno eravamo felici di passare per il centro sulle nostre biciclette, felici di passa insieme molto tempo, sapendo che avremmo avuto la notte per noi.”Forse dovremmo dimenticare il piano per stanotte, possiamo fuggire insieme e passare tutta la notte fare l’amore sulla spiaggia”, dissi.”Non mi tentare”, rispose Alessandro ridendo.Andammo al negozio di regali sull’angolo della strada principale e scegliemmo un biglietto per l’anniversario dei miei genitori, doveva essere qualche cosa di forte che una sorpresa per loro e non facesse sospettare altri motivi. Dopo di che andammo al supermercato per far provviste per la festa.”Cosa prendiamo?” chiese Alessandro mentre parcheggiavamo le biciclette nel vicolo di fianco del negozio.”Naturalmente abbiamo bisogno di un po’ di birra, cerchiamo una bottiglia da due litri, poi Matteo sarà in collera se noi prendiamo della Pepsi e dei nachos.””Oh e dei popcorn!” aggiunse Alessandro. Avevo l’acquolina in bocca al pensiero di quelle squisitezze.“Non possiamo andare a casa, io sto morendo di fame, non è quasi tempo di cena?” Chiesi.”Sono le 5 e 30″, disse Alessandro guardando l’orologio.”Oh merda! Mio papà sarà già tornato a casa e la mamma starà preparando la cena! Sarà meglio che torni così Matteo ed io possiamo dare loro la sorpresa prima che sia tardi. Puoi prendere la roba e portarla a casa tua? La porterai stasera.””Ok, ci vediamo alle otto come abbiamo deciso.””Grande”, dissi io. Poi senza alcuna esitazione mi chinai e gli diedi un bacio gentile e dolce. Sorridendo allegramente mentre riprendevo la mia bicicletta ma poi vidi un’espressione terribile sulla sua facci di Alessandro. O mio dio! Ci eravamo appena baciati! In pubblico! Cominciammo a guardarci attentamente intorno per vedere se c’era qualcuno che avesse potuto vedere le nostre effusioni, ma non c’era nessuno. Deglutii forte ed emisi un sospiro del sollievo.“Ragazzi, dobbiamo stare attenti”, disse Alessandro. “Sta diventando troppo facile dimenticare dove siamo.””Sì, tutto quello a cui penso sei tu, noi…, se qualcuno altro scoprirà voglio che sia alle nostre condizioni. Io non ho vergogna di amarti, Dio sa che qualche volta ho voglia di gridarlo al mondo, ma se le persone sbagliate lo sanno potrebbero renderci la vita molto dura.””Sì, lo so e l’ho anche sperimentato”, disse Alessandro con un debole sorriso. Comunque almeno stasera non dovremo preoccuparci di nascondere niente. illegal bahis Ora corri a casa!”Gli sorrisi in un silenzioso accordo e saltai sulla bicicletta. Pedalai verso casa alla massima velocità, saltando marciapiedi ed evitando macchine. L’eccitazione che normalmente mi dava la bicicletta era ancora più intensa per l’attesa della sera che stava per arrivare.Mi fermai prima della mia porta e parcheggiai la bicicletta vicino a quella di Matteo. Mi aveva prweceduto come mi ero aspettato, dopo tutto lui non era in un vicolo a baciare Claudio, lui era troppo timido per farlo. Entrai, salutai rapidamente i miei genitori e corsi in camera dove trovai Matteo che oziava sul suo letto e saltò su emozionato quando entrai.”Bel tipo! Dove sei stato?””Ho fatto tardi con Alessandro, mi spiace” dissi scherzando un po’ e facendolo arrossire di nuovo.”Veloce, firma il biglietto. Trovato i biglietti?”Era tutto a posto ma ero ancora preoccupato. I miei genitori non furono conosciuti per essere tipi da andare fuori frequentemente, infatti la loro idea di un buon anniversario probabilmente era stare a casa davanti alla televisione. Era probabile che non fossero entusiasti della nostra idea ma speravo che una volta visto quanto avevamo progettato ed i soldi che Matteo ed io avevamo speso, sarebbero andati. Noi indossammo la nostra migliore faccia innocente e ci avviammo insieme, cosa che da sola avrebbe dovuto insospettire i miei genitori che qualche cosa non era normale. Erano seduti in soggiorno a chiacchierare e non si accorsero che Matteo ed io eravamo entrati così mi schiarii la gola per attirare la loro attenzione”Buon anniversario!” Disse allegramente Matteo mentre gli davamo il biglietto. Sorrisero: “Ohh come siete dolci”, ma quando la mamma aprì il biglietto:”Cosa sono questi? Biglietti per il cinema?” chiese.”Sì, due biglietti per qualsiasi film vogliate e la prenotazione per un albergo”, annunciai con un sorriso.”Albergo? ” chiesero all’unisono.”Sì, e nessuna discussione! E’ il vostro anniversario, meritate una bella cena, un film romantico ed una notte da soli”, dissi molto serio.”Questo non è un piano per farci stare fuori casa per permettervi di fare una festa?” chiese sospettosamente il papà. Gli occhi di Matteo si allargarono e capii che stava sudando, ma io mantenni la calma e li rassicurai che era semplicemente un regalo dai loro figli senza secondi fini. Se voigliamo vedere dopo tutto non era una “festa” quello che avevamo organizzato.“Bene”, disse il papà con un sospiro, “direi che dovremmo prepararci per una notte in città.”Non potei fare a meno di sorridere a Matteo che sorrise emozionato. Stentammo ad aspettare pazientemente mentre i nostri genitori si preparavano ed ascoltammo senza una parola le loro raccomandazioni senza fine come se non fossimo mai stati soli prima in casa. Ma non appena si furono chiusa la porta alle spalle, Matteo mi abbracciò.”Per cosa?” Chiesi.”Per tutto. Pensavo che io non sarei mai stato capace di dirti di me, ma ora sono così felice di averlo fatto. Sono contento di avere un grande fratello come te.”Fui toccato, rimasi ammutolito e sentii l’inizio di una lacrima nell’angolo del mio occhio. Ci siamo sorrisi l’un l’altro e non mi ero mai sentito più vicino a mio fratello in vita mia. Poco dopo bussarono.”Sei in anticipo, Claudio”, gridò Matteo saltellando via allegramente.”Come va, Giorgio?” Chiese Claudio entrando in cucina. “Ho portato pop corn e birra. Ho dimenticai i preservativi ma sono sicuro che tuo fratello è pulito.””Taci!” gridò Matteo a denti stretti dandogli una manata sulla nuca ed arruffandogli i capelli. Claudio sorrise diabolicamente e lo abbracciò. Per un po’ rimasero allacciati in un morbido abbraccio ed io non potevo fare a meno di guardarli. Era la prima volta che manifestavano così apertamente i loro sentimenti di fronte a me. Mi ricordai che era come con Alessandro, la prima volta che l’abbracciai, quel caldo sentimento speciale di tenere il corpo del tuo innamorato contro il tuo. Anche se la prima volta che avevo abbracciato Alessandro c’era di mezzo una palla di pasta di pizza ed una tazza di acqua. Poi Claudio improvvisamente gli leccò la faccia. Matteo gridò con imbarazzo e disgusto ma io sapevo che in fondo in fondo gli piaceva.Bussarono piano alla porta così lasciai i due ragazzi ai loro giochi ed andai ad aprire. Alessandro era davanti alla porta come mi ero aspettato, ma aveva un aspetto ancora migliore del solito, era sbalorditivo. I capelli erano lisciati indietro, ancora leggermente umidi per la doccia ed aveva un leggero profumo di fragole. Indossava loose fitting jeans che coprivano un paio nuovo di Nikes e, nonostante una cintura, pendevano seducentemente sulle sue anche snelle. La t-shirt bianca era ben stirata, infilata nei jeans e parzialmente coperta da una casacca da baseball aperta sul davanti. Anche la piccola borchia d’oro nel suo orecchio sinistro sembrava brillare.”Cosa c’è che non va?” chiese lui. “Sembra che tu non mi abbia mai visto prima.””Niente che non vada, solo che mi sto innamorando di nuovo.”Lo presi per mano e lo feci entrare prima di avvolgerlo amorosamente con le mie braccia. Per qualche ragione il momento era speciale, il mio cuore si sciolse mentre eravamo là immobili ed io rivissi la sensazione del primo abbraccio. Alessandro cominciò a baciarmi leggermente il collo e le mie ginocchia divennero molli.”Ti amo Alessandro”, bisbigliai nel suo orecchio mentre facevo scorrere una mano su e giù lungo la sua schiena.”Lo so Giorgio”, bisbigli, “Anch’io ti amo.”Improvvisamente l’atmosfera fu rotta da Claudio che attraversò il soggiorno gridando, con Matteo che lo inseguiva roteando un asciugamano e tentando di prenderlo. Noi non potemmo fare a meno di ridere mentre loro si inseguivano fra i mobili.”Ok, a questo gioco si può giocare in due”, disse Claudio tirandosi via la camicia e la roteò usandola come arma. Claudio era piuttosto carino vestito, quei capelli biondi di seta, quegli occhi blu, ma io non l’avevano mai visto a torso nudo. La sua pelle era abbronzata e liscia come quella di un bambino, i suoi muscoli erano quasi completamente sviluppati. Era già carino ma sapevo che in un anno o due sarebbe diventato bellissimo.”Ho portato il resto della roba. Andiamo in cucina e prepariamo”, suggerì Alessandro circondandomi con un braccio.”Perchè sei così agghindato questa sera?” Chiesi quando fummo nella quiete della cucina.”È un’occasione speciale. Inoltre volevo essere veramente bello per te.”“Di questo si è già preso cura il giorno in cui sei nato”, dissi facendolo arrossire un po’.”Giorgio vorremmo della Coca cola”, interruppe Matteo entrando ansante.”Occhio!” gridò Alessandro lanciando due lattine a mio fratello che si ritirò di nuovo in soggiorno rapidamente come era venuto.”Allora? I tuoi genitori sospettano qualche cosa di questa notte?” chiese Alessandro tentando di deviare l’argomento dal suo aspetto.”Sono sembrati diffidenti, ma non credo pensassero a qualche cosa ti riguardasse. Pensano che Matteo ed io vogliamo solo avere una notte senza loro intorno”, dissi ma fui interrotto di nuovo. Questa volta da una bussata alla porta.”Si può?” chiese Alberto sporgendo la sua testa dalla porta.”Ehi bel tipo, cosa c’è?” Esclamammo praticamente insieme. Alberto sorrise per il modo in cui Alessandro ed io sembravamo essere sempre sulla stessa lunghezza d’onda e ne capì la vera ragione.“Io sto andando al cinema con Tom e pensavo di invitarvi. Volete venire?”Alessandro ridacchiò e mi sorrise chiedendomi sarcasticamente: “Dobbiamo andate?””Um, beh”, cominciai a spiegare, “noi abbiamo dei progetti per stanotte. Una notte a casa da solo.””Oh”, disse Alberto con un sorriso di comprensione. “Sembra che vi divertirete più di me, a meno che io non sia veramente fortunato.”Ridacchiai con lui finché nella mia mente cominciarono a roteare dei pensieri: Alberto sta andando al cinema… con Tom. Essere fortunato… con Tom?! “Oh cazzo”, dissi quando i pezzi dell’enigma cominciarono a combaciare e l’immagine divenne chiara. “La persona di cui mi parlavi quel giorno, la persona di cui sei innamorato ma che non illegal bahis siteleri riesci ad avere. È Tom non è vero?”Alberto cominciò a ridere, quasi incapace parlare, la reazione che mi aspettavo.”Hei, non è Tom. Io sono etero. La persona di cui stavo parlando è Lisa, la ragazza di Tom.” spiegò.”Oh, questo spiega alcune cose. Ora sono realmente imbarazzato”, dissi.”È tutto ok, tu mi hai baciato, nessun ragazzo era mai riuscito!”Al sentire quel commento Alessandro soffocò nella birra che stava bevendo, sputandone la metà mentre gli uscivano bolle spumeggianti dal naso. Alberto riprese a ridere mentre io tentavo di nascondere la mia ilarità ed accarezzavo la schiena ad Alessandro.“L’hai baciato? Non mi avevi mai detto di aver fatto qualche cosa con lui!””Non ho fatto niente, ma c’è stata un’incomprensione e, beh, gli ho dato un bacio. Ma è stato solo un bacio, lo giuro.””OK, ti credo”, replicò Alessandro con un sorriso affascinante.”Sarà meglio che io vada”, disse Alberto, ma si fermò sentendo una voce che chiamava dall’altra stanza.”Giorgio! Claudio mi ha versato addosso la Coca cola!””Ehi, pensavo che avreste passato la notte da soli! ” disse guardandoci un po’ confuso.”Lo saremo dopo che avrò ucciso mio fratello ed il suo amico”, dissi mentre andavo a vedere cosa era successo in soggiorno. Alberto ed Alessandro mi seguirono ridendo, ma tutti e tre ci bloccammo quando entrammo in soggiorno.”Fallo bene o sarò tutto appiccicoso”, stava dicendo Matteo a Claudio, ambedue dimentichi della nostra presenza. Matteo si era tolto la camicia bagnata ed ora stava sdraiato sul divano mentre Claudio leccava via la bibita dal suo torace nudo. Mio fratello chiuse gli occhi e sospirò in apprezzamento mentre la lingua rosa di Claudio strisciava sul suo torace liscio. Chiuse la bocca intorno ad uno dei capezzoli eretti di Matteo e cominciò a succhiare quando il silenzio fu rotto.“Oh il mio dio! ” disse Alberto disse stupito ma non abbastanza sotto voce. Claudio e Matteo, lo sentirono ed alzando lo sguardo ci videro. Claudio sembrò dapprima spaventato ma sospirò di sollievo quando comprese che eravamo solo noi. Comunque Matteo rimase bloccato con un’espressione di orrore sulla sua faccia vedendo Alberto.”Matteo, ftatello è tutto ok. Alberto non ha problemi, lui sa”, dissi per rassicurarlo.“Lui sa?” Chiese Matteo sorpreso.”Sa di Alessandro e me da un po’.”Alberto era ancora scioccato. Era stata una vera sorpresa per lui scoprire di Alessandro e me, ma non avrebbe mai sospettato probabilmente che Matteo fosse gay.”Sì, è tutto ok Matteo, sono solo un po’ sorpreso”, disse Alberto. “Comunque devo andare, lascerò voi ragazzi da soli, divertitevi.”Accompagnai Alberto alla porta e poi sospirai appoggiandomi al muro.“Che serata!”, dissi scuotendo la testa.”E è solo cominciata” disse Alberto sorridendomi. “Ma sei un ragazzo fortunato, hai qualcuno che ti ama. E’ più di quanto io abbia!”Mi sorrise debolmente ed uscì con un’espressione un po’ triste. Anch’io sentii il mio cuore un po’ triste al pensiero di come doveva sentirsi un ragazzo bello e buono come o Alberto. Per un momento desiderai che le cose fossero state diverse e che lui stesse parlando di me quel giorno nella mia camera. Almeno io sarei stato capace di farlo felice.Ritornai in soggiorno e tentai di fare una faccia felice ma Alessandro capì che c’era qualche cosa che non andava.”Cosa c’è?” chiese.”Niente”, tentando di sviare il discorso. “Lui è solo ancora un po’ sorpreso.”“Forse dovremmo limitarci a guardare dei film”, disse Matteo arrossendo. Lui e Claudio ora erano seduti insieme e stavano facendo del loro meglio per sembrare innocenti. Era quasi comico il loro modo di fingere si essere piccoli angeli, come se nulla fosse accaduto.Io misi il film nel videoregistratore e feci avanzare rapidamente le anteprime mentre mi sedevo sul divano vicino ad Alessandro. Lui si tolse scarpe e calze e si accoccolò vicino a me mentre il film cominciava. Era un film James Bond, “Il domani non muore mai” e fin dall’inizio era pieno di azione. I miei occhi erano incollati allo schermo per la maggior parte del tempo ma mi accorsi di come Alessandro era teso durante alcune delle scene, era come se potessi sentire il suo cuore accelerare. Più pensavo alla reazione del suo subconscio al film, meno lo seguivo. Pensavo solo a quello che aveva detto Alberto, che avevo qualcuno che mi amava. Ero fortunato, avevo il più bel ragazzo del mondo accucciato vicino me, che mi passava lentamente il popcorn mentre io facevo passare le mie dita tra i suoi capelli.Nel film c’era una scena di amore e quando cominciò Alessandro appoggiò la testa sulla mia spalla. Io cominciai a dargli popcorn, un pezzo per volta, ma lui fermò la mia mano e portò le mie dita alle sue labbra, leccando e succhiando via eroticamente il burro fuso. Io stavo diventando più eccitato ad ogni secondo che passava ma non volevo cominciare ad farlo con lui proprio nel soggiorno di fronte a mio fratello. Guardai con discrezione sopra la mia spalla per vedere se Matteo e Claudio stessero guardando, ma erano troppo occupati. I due erano ancora a torso nudo, accoccolati vicini e baciavano delicatamente le labbra e la faccia dell’altro.”I due piccioncini innamorati si stanno divertendo”, dissi sotto voce ad Alessandro. “Che ne dici di cercare un posto un po’ più comodo?”Alessandro sbirciò i ragazzi e sorrise con occhi che sembratavano dire “Come sono carini!” Io gli carezzai la guancia liscia col dorso della mano e gli diedi un altro tenero bacio.“In camera”, lui bisbigliò. Abbandonammo silenziosamente il divano e silenziosamente ci allontanammo per non disturbare i ragazzi che finalmente sembravano rilassati ed in grado di godere le loro attività intime. Nessuno di loro si mosse o aprì gli occhi mentre io seguivo Alessandro verso la mia camera. Chiusi la porta dietro di noi ma per una volta senza la preoccupazione di chiuderla, finalmente avevamo molta libertà in casa. Alessandro fece scivolare via la casacca da baseball e mi circondò la vita con le sue braccia da dietro. Io sospirai e mi sciolsi tra le sue braccia, ero in paradiso tra le sue braccia. Strofinai le mie mani su e giù sulle sue braccia lisce e forti mentre lui mi stringeva e baciava la nuca.Allungai indietro le mani e cominciai a slacciargli la cintura ed i jeans. Era tutto ciò di cui aveva bisogno e presto le sue mani erano sotto la mia camicia, ad accarezzare il mio torace e tirarmi via la camicia. Mi voltai e ci unimmo lentamente in un bacio appassionato che sembrò scaldare la stanza. Tirai su la sua camicia facendo correre le mani intorno alla sua vita snella e sulla sua spina dorsale mentre gli tiravo la t-shirt sopra la testa. Le nostre labbra tornarono ad incontrarsi non appena i vestiti furono lanciati da parte. Portai le braccio alla sua schiena, le mie mani massaggiavano le sue spalle forti mentre io tenevo con forza il suo corpo contro il mio, il suo torace caldo contro il mio. Per un momento persi il senso dell’orientamento, non riuscivo a capire se i miei piedi fossero sulla terra, se stavo in piedi o sdraiato, tutto il mio corpo e la mia anima erano concentrate a diventare una cosa sola col mio innamorato.Alessandro si tolse ed io ritornai sulla terra. Lui si sedette sull’orlo del mio letto alzando su di me il suo sguardo scintillante, invitandomi a fare l’amore con lui. Mi inginocchiai sul pavimento chinandomi per baciare il suo torace liscio, le miei labbra trovando i suoi piccoli capezzoli duri e diedero a ciascuno una succhiata delicata. Un basso lamento stridulo scappò dai suoi polmoni mentre le mie mani scivolavano giù alle sue anche ed il mio baciare si mosse al suo stomaco. Alessandro si sdraiò indietro sul letto ed alzò le anche per permettermi di tirare via i suoi jeans dalle sue gambe, strofinando ognuno dei suoi piedi mentre lo facevo. Ogni mossa era lenta e sensuale.Scivolai fuori dai miei jeans e strisciai sopra il letto sopra Alessandro. Rotolai tirandolo sopra di me, le sue mani passarono tra i miei capelli, facendoli girare tra le sue dita e tirandoli leggermente. Le mie mani modellarono la parte bassa canlı bahis siteleri della sua schiena e giocarono con l’elastico dei suoi boxer prima di spingerli via dalle sue anche. Lui li calciò via ed immediatamente cominciò a strisciare i lombi nudi contro di me, la seta sottile dei miei boxer era l’unica barriera tra i nostri cazzo doloranti. Strinsi i suoi giovani globi lisci tra le mie mani e lo tirai a me, divenendo più aggressivo mentre ci eccitavamo sempre più. Non proferimmo alcuna parola ma i nostri lamenti dicevano tutto ciò che era necessario.Alessandro fece una pausa solo per rimuovere rapidamente i miei pugili prima di riprendere le sue spinte su di me. La sensazione dei nostri cazzo nudi pigiati insieme serviva solo ad aumentare il nostro desiderio sensuale. Le azioni appassionate di Alessandro stavano divenendo sempre più furiose mentre lui scivolava rapidamente giù sul mio corpo. Le sue mani massaggiarono le mie gambe e le mie anche ma io potevo sentire il suo fiato caldo sulle mie palle. Mi lamentai e mi contorsi implorando per il caldo piacere bagnato della sua bocca. Lui pigiò le labbra sulle mie palle e cominciò a succhiare e mordicchiare la pelle morbida facendomi tendere tutto il corpo. La sua mano morbida carezzò la mia asta, il suo pollice sparse il mio liquido pre seminale sulla mia cappella gonfia. Io non riuscivo a muovermi, io non riuscivo a fare nulla se non contorcermi sotto di lui e lamentarmi, afferrando le lenzuola e massaggiando le spalle del mio innamorato.Ansai quando Alessandro fece correre le labbra bagnate su e giù lungo la parte inferiore della mia asta. Ogni volta che si avvicinava alla punta la sua lingua leccava la cappella sensibile spedendo scosse elettriche attraverso tutto il mio corpo. Senza alcun preavviso aprì leggermente le labbra e spinse la sua testa giù sul mio uccello, la mia cappella costringeva le sue labbra strette ad aprirsi sempre più. Senza alcun problema scese sino alla base e a muovere la testa, succhiando e carezzandomi allo stesso tempo.Non potevo resistere oltre, non potevo restare là sdraiato mentre Alessandro mi lavorava, senza toccarlo, leccarlo, rendergli un po’ del piacere che così amorevolmente mi stava dando. Riuscii a tirarlo per una gamba più vicino alla mia faccia mentre la sua bocca e le sue mani non smettevano di agire neppure per un secondo. Feci scivolare una mano su e giù sul suo morbido culo liscio e feci scivolare un dito nella sua fessura. Alessandro era a gambe divaricate sulla mia testa e cominciò a lavorare addirittura più febbrilmente sulla mia verga. Sporsi la lingua ad avvolgere il suo cazzo e le palle mentre strofinavano sulla mia faccia. Mi bagnai le dita in bocca e le usai per lubrificare la sua fessura stretta, poi con l’altra mano spinsi il suo pene, duro come pietra, nella mia bocca. Non aveva importanza quante volte Alessandro ed io avevamo fatto sesso, il suo sapore nella mia bocca era sempre una festa. La sua pelle era così morbida e liscia, il suo uccello così sodo ed allo stesso tempo così flessibile. Il suo sudore era un misto di dolce e salato quasi da creare dipendenza e la sensazione della sua calda carne che scivolava dentro e fuori della mia bocca con un movimento così calmo ed elegante delle sue anche era oltre ogni descrizione.La punta bagnata del mio dito percorse il suo buco pulsante rendendolo scivoloso. Spinsi ed il mio dito fu accettato dentro senza problemi. Alessandro si lamentò e strinse con più forza le labbra intorno al mio cazzo mentre io succhiavo lui e lo penetravo più profondamente col mio dito. Il suo liquido pre seminale rivestì la mia lingua e gocciolava nella mia gola ad ogni spinta. Il mio dito ora fu seppellito nel suo sedere fino alla terza nocca ma Alessandro non sembrava avere problemi e cominciò a cercare il mio buco col suo dito rivestito di saliva. Io allargai le gambe per facilitarlo e fui ricompensato dalla sensazione intensa del suo dito che si faceva strada nel mio ingresso. Tirai indietro il dito e poi lo spinsi dentro insieme ad un altro, facendolo gemere per la ulteriore dimensione aggiunta nel suo sedere stretto. Lui spinse indietro le anche spingendo il pene nella mia gola e le mie dita più profondamente in lui. Dopo pochi secondo lo sentii rimuove il suo dito da dentro di me per sostituirlo con due come io avevo fatto a lui. Ci stavamo succhiando e sditalinando in una corsa rabbiosa per soddisfarci l’un l’altro, ogni mossa veniva ritornata dall’altro.Avrei voluto che durasse per sempre ma avevamo aspettato quella notte così lungo ed avevamo già passato il punto di non ritorno. La nostra concupiscenza e passione aveva raggiunto l’apice. Non potevamo fare nient’altro che continuare, ci lamentavamo, ci leccavamo, facevamo scuotere il letto ed urlavamo mentre la tensione nei nostri giovani corpi saliva come il picco di una montagna, sollevandoci un secondo prima di farci crollare mentre un orgasmo fiero esplodeva dentro ambedue. Alessandro era abbrancato alle mie gambe e si scosse violentemente spedendo un potente fiotto di sperma caldo giù nella mia gola. Il mio cazzo pulsava quasi dolorosamente mentre sprizzo dopo sprizzo di vuotava nella bocca del mio amico. I miei muscoli interni si strinsero con forza sulle sue dita che erano ancora nel mio sedere, intensificando le sensazioni già incredibili che percorrevano il mio corpo. Per alcuni minuti fummo davvero un essere unico, i nostri propri corpi erano uno dell’altro, senza alcuna divisione, solo un corpo, un cuore, una mente ed un’anima.Quando separammo i nostri corpi sudati e contratti, dovemmo recuperare il respiro ed i sensi prima di riuscire a parlare o muoverci. Rimanemmo sdraiati per molti minuti sulla schiena, tenendoci per mano, tentando di riprenderci dall’esaurimento, pensando all’esperienza che avevamo appena sperimentato.”Qualunque cosa accada, Giorgio” disse Alessandro. “Qualunque cosa accada noi staremo sempre insieme. Vivremo insieme per poter fare l’amore ogni notte. Affinché possa sentirti lamentarti, sentirti tremare quando vieni dentro di me e sapere che è il risultato del nostro amore.”Mi sentii debole ed il mio cuore si sciolse a quelle parole, ma persero tutto il loro lato romantico quando gli altri due scoppiarono a ridere dall’altra parte della mia porta chiusa, quei due erano lì fuori ad ascoltarci! Chiaramente sapevano che Alessandro ed io facevamo sesso ma questa volta avevano spiato tutti i rumori mentre lo facevamo. Cercai rapidamente sul pavimento, trovai una scarpa e la tirai.”Merda!” gridò Matteo quando la scarpa colpì la porta con forza. Li sentii mormorare e ridere mentre si allontanavano lasciandoci soli.”Sai, vedere voi due, qualche volta, mi fa desiderare di avere un fratello minore.” disse Alessandro sbadigliando.”Sì, anche quando è una rottura, è bello avere dei fratelli minori…” dissi io sbadigliando a mia volta. “Credo di essere piuttosto fortunato, un fratello come lui, un amico come Alberto ed un innamorato come te.””Noi tutti lo siamo”, disse Alessandro mentre ambedue scivolavamo in un sonno tranquillo.Mi svegliai di notte, circa alle 3. Alessandro stava sdraiato un po’ su di me, mettendo pressione alla mia vescica piena. Adoravo che lui dormisse su di me ma pensai fosse meglio andare in bagno prima che tutti e due finissimo bagnati. Mi districai delicatamente dalla sua presa e scivolai dal letto ed andai nudo in bagno. Quando ritornai la mia attenzione fu attratta dalla porta della camera di Matteo. Sapevo di non doverlo fare ma la tentazione era troppa. Mi avvicinai silenziosamente che era accostata. L’aprii piano per fare in modo che i cardini cigolassero. La luce morbida dell’illuminazione stradale illuminava leggermente la stanza, sufficiente per permettermi di vedere le due forme sul letto. Matteo e Claudio erano sdraiati sopra le lenzuola, nudi ed abbracciati. Io sorrisi e mi appoggiai alla porta a guardarli dormire. Mi eccitava vedere mio fratello ed il suo amico innamorati e felici.Ritornai nella mia stanza dove Alessandro stava ancora dormendo tranquillamente. Scivolai piano piano nel letto, appoggiando il mio torace sul suo braccio. Alessandro si accoccolò sonnolento contro di me, la testa sotto il mio mento. Sentivo il suo fiato sul mio collo, io seppellii il naso nei suoi capelli ed aspirai quel dolce profumo. Chiusi gli occhi ed caddi nel sonno circondato dal suo calore.

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